Il comune di Riva del Po, unico fra i 19 della provincia di Ferrara serviti da Clara, di cui detiene solo il 4%, all’unanimità ha votato contro gli aumenti tariffari illustrati dal presidente Annibale Cavallari nell’ultima assise comunale. L’importo complessivo che avrebbero dovuto pagare i cittadini del comune, sorto dalla fusione di Berra e Ro, del 6,90 pari a circa 131mila il comune si è impegnato ad assorbirlo. L’aumento previsto del 6,90% per il corrente anno e vedrà un’ulteriore del 6,20% per il prossimo. A guidare il consiglio con un lungo e appassionato intervento a "non prendere atto" dell’aumento è stato il sindaco Daniela Simoni che ha detto "nel 2024 al mio insediamento ho dovuto aumentare del 15% la tariffa per la raccolta differenziata ed adesso del 13% in due anni credo non si possa accettare in un territorio che oltretutto da poco ha subito gli effetti nefasti dei violenti nubifragi e spero che la nostra scelta contribuisca a lenire il pagamento dei danni dovuti al maltempo. Oltretutto aumenta il gas, l’acqua ma sui rifiuti dobbiamo essere noi come comune a rimanere col cerino in mano di fronte ad una gestione che vede ogni anno un aumento. Abbiamo scritto ad Atersir - ha continuato il primo cittadino - per chiedere ulteriori spiegazioni che attendiamo. Tuttavia non è accettabile che siamo intrappolati in un contratto fino al 2038 con la raccolta da parte di Clara che ogni anno aumenta la tariffa che grava sulle tasche della nostra gente, oltretutto con una raccolta "puntuale". Forse faremo qualcosa che molti non approveranno, ma lo dovevamo ai nostri cittadini e anche se siamo il comune più piccolo credo che qualcuno dovesse alzare la testa per porre un freno - ha concluso Daniela Simoni - a questa continua rincorsa al rialzo della tariffa della raccolta dei rifiuti".
Il sindaco Simoni: "Abbiamo votato contro gli aumenti della Tari"
Unico Comune ad aver detto no ai rincari proposti da Clara.














