Chi guida i comuni soci prenda in mano Clara per renderla finalmente competitiva, diversamente saremo soltanto parte lesa di questo sistema», dice il sindaco Daniela SimoniNuovo botta e risposta fra maggioranza e opposizione sul tema dell’assorbimento della tariffa per la raccolta differenziata da parte del comune di Riva del Po. E’ ancora il sindaco Daniela Simoni a contestare le affermazioni della minoranza su alternative all’aumento della Tari, che proponeva di ridurre di 60 euro a famiglia per sempre. "E’ uno slogan demagogico, sapendo benissimo che il bilancio di un piccolo comune non potrebbe mai reggerlo all’infinito. Noi – dice Simoni – pagheremo al posto della cittadinanza per quest’anno, ma in questi mesi faremo il possibile per cambiare la situazione, rendendone conto alla comunità in incontri pubblici".

Il primo cittadino afferma come sia falso sostenere che dalla tariffa di Clara si possano scorporare servizi quali lo spazzamento e il recupero degli abbandoni, un comune può solo mettere annualmente a disposizione una somma per calmierare le tariffe, anche se i piccoli comuni non sempre sono in grado di farlo e sono sempre di risorse della collettività. Reputa come i costi altissimi per lo smaltimento dei rifiuti dipendano da scelte sbagliate compiute fin dai primi anni 2000 e denuncia come Clara sia l’azienda con i maggiori costi di gestione della regione. Ricorda inoltre come i 19 comuni soci sono imbrigliati da un appalto Atersir fino al 2038, vincolando minimo due o tre generazioni di vertici comunali.