di Giorgio Boratto
L’Iliade e l’Odissea rappresentano l’atto di nascita della letteratura occidentale e le fondamenta della cultura greca antica. Attribuiti al leggendario poeta Omero, questi due poemi epici segnano il passaggio cruciale da una lunghissima tradizione orale alla codificazione scritta. In quei libri parlavano gli dèi ed erano intimamente legati agli uomini. Quei testi non erano semplice intrattenimento. Per i greci rappresentavano una vera enciclopedia tribale, contenevano le leggi religiose, i modelli comportamentali, la geografia e la storia condivisa di un popolo. Senza i poemi omerici, la letteratura successiva (dalla tragedia greca fino all’Eneide di Virgilio e a Dante Alighieri) non sarebbe mai nata.
Per il cinema ne sono stati fatti molti adattamenti e in ultimo quello di Christopher Nolan. A questo film manca a mio parere il ruolo fondamentale e primario della voce degli dèi; chi parla nel film è solo Atena ed è solo in un frangente… gli dèi greci muovevano gli uomini come automi. Interessante a questo proposito è la teoria di Julian Jaynes che, con il libro Il crollo della mente bicamerale”, illustra come la composizione del nostro cervello, che si divide in emisfero destro e sinistro si comportino in modo differente; per cui l’emisfero destro è l’emisfero muto quello che stimola le reazioni emotive di dispiacere mentre l’emisfero sinistro – quello dominante- è quello della parola; quello delle funzioni più importanti per l’uomo.















