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La Grecia ha un rapporto con l’Odissea di Omero che non ha nessuno degli altri paesi dove si è discusso dell’Odissea di Christopher Nolan. È un poema parte dell’identità nazionale, e in tanti tra media, politica, istituzioni culturali e persone comuni si sono sentite chiamate particolarmente in causa quando è arrivato il momento di commentare il film, che anche nel resto del mondo è stato al centro di conversazioni come pochi altri negli ultimi anni.

In Grecia però, a differenza degli altri paesi, le reazioni a Odissea hanno coinvolto prima di tutto la politica. Il film è una grossa occasione di visibilità per il paese, che ora può sfruttarne il successo per la propria promozione turistica. Pochi giorni fa il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha fatto una videochiamata con Nolan, per congratularsi con lui e ringraziarlo di «avere stimolato l’interesse globale per la cultura dell’antica Grecia».

Mitsotakis guida un governo di destra attento all’immagine internazionale della Grecia, che ci tiene a scrollarsi la reputazione di paese fallito e indebitato degli anni di crisi economica. La sua operazione promozionale con l’Odissea è scaltra, ma anche giustificata. Buona parte delle scene del film è girata in Grecia. Nelle scuole greche il poema omerico viene insegnato sia all’ultimo anno della primaria sia al primo delle medie, quando in pratica diventa una materia autonoma con due ore alla settimana: un po’ come avviene in italiana con la Divina Commedia e i Promessi Sposi. Fino all’adozione dell’euro, la moneta da 50 dracme raffigurava il profilo di Omero.