di
Valentina Santarpia
L'indagine di Libreriamo su 1500 conversazioni sui social e sui forum
È il film più visto dell'ultimo weekend, è già record di incassi, è stata la terza migliore apertura cinematografica degli Usa: se si parla di Odissea, in questi giorni non si può che pensare al film-kolossal di Christopher Nolan. Eppure l'opera cinemotografica è tratta dal ben più celebre poema attribuito a Omero, una delle più complesse e affascinanti epopee della storia, una profonda allegoria della ricerca dei confini dell’uomo, che si studia anche sui banchi di scuola: ma di cui, come dimostra una indagine di Libreriamo, gli italiani non sanno granché. Analizzando circa 1500 conversazioni pubblicate sui social network, forum, blog e community online il media digitale ha scoperto che oggi oltre 7 italiani su 10 falliscono nel ricostruire con precisione i capolavori omerici, lasciandosi andare a clamorose sviste, supposizioni imbarazzanti e convinzioni decisamente fantasiose.
Penelope, dal telaio (vero) ai ferri da maglia (falso)La narrazione del Cavallo di Troia per il 76% viene erroneamente collocata nel cuore dell'Iliade o dell'Odissea, ignorando che lo stratagemma per espugnare la città viene solo accennato da Omero e raccontato in dettaglio nell'Eneide. Non va meglio per la paternità autoriale: ben il 52% degli intervistati attribuisce l'Odissea direttamente a Virgilio, confondendo secoli di storia: Omero sarebbe vissuto tra il VII e l'VIII secolo a.C., Virgilio è nato nel 70 a.C. Un altro abbaglio riguarda il viaggio di Ulisse: per oltre 7 italiani su 10 (72%) l'eroe avrebbe trascorso vent'anni in mare a combattere mostri, ignorando i 10 anni di guerra a Troia e, soprattutto, i ben 8 anni passati praticamente fermo sulle isole di Calipso e Circe. Il 68% confonde anche le azioni delle due protagoniste: Circe trasforma in maiali l’equipaggio di Ulisse, Calipso tiene prigioniero Ulisse 7 anni. Clamorosa anche la svista sulle motivazioni del protagonista: il 79% è convinto che Ulisse viaggiasse per la curiosità di scoprire nuovi mondi (falso mito derivato da Dante), anziché per il disperato bisogno di tornare a Itaca, dove lo aspettava sua moglie Penelope. La povera Penelope diventa per il 64% degli italiani un'abile casalinga intenta a sferruzzare con i ferri da maglia (tecnica inesistente nell'antica Grecia) anziché a tessere al telaio per realizzare il sudario del suocero Laerte.














