«È parere di questi investigatori che il costruttore Antonio Fratianni rappresenti quello che potremmo definire “il doppio sistema della contiguità mafiosa”. Per un verso egli ha offerto il proprio contributo agli affari del clan Sinesi/Francavilla, agevolandolo nella realizzazione dei fini illeciti. Per altro, proprio le sue frequentazioni mafiose gli hanno permesso di acquisire un modus operandi utile alla realizzazione dei suoi interessi e dello stesso clan. In tal modo le due diverse forme di contiguità - la condotta di agevolazione al clan, e l’utilizzazione del metodo mafioso - si alternano e coesistono, interagendosi e sovrapponendosi».
Lo scrive la Squadra mobile nell’informativa «Terzo livello» a carico di 15 foggiani tra malavitosi, ex amministratori comunali, imprenditori che furono denunciati a fine dicembre 2022 per mafia, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio, tentata estorsione, intestazione fittizia di beni. Il rapporto è agli atti dell’inchiesta della Dda sfociata nel giugno scorso nell’arresto dei fratelli Antonello e Emiliano Francavilla, Ivan Narciso, Daniele Barbaro e Alessandro Moffa accusati di mafia; e di Fratianni per riciclaggio perché nel 2011/2012 avrebbe reinvestito nel settore edilizio costruendo un palazzo in viale Giotto 600mila euro di soldi sporchi ricevuti da Antonello Francavilla. Uno degli aspetti esaminati nell’informativa «Terzo livello» riguarda il voto favorevole del Consiglio comunale a un progetto urbanistico cui era interessato Fratianni, quindi il clan Sinesi/Francavilla.








