Dalla mafia del pizzo che uccideva i costruttori, alla mafia degli affari capace di permeare il tessuto politico-amministrativo-economico di Foggia. L’excursus di 40 anni di “Società foggiana” è sintetizzato nell’informativa “Terzo livello” della squadra mobile allegata agli atti dell’inchiesta sfociata a giugno nell’arresto di 5 persone per mafia (i fratelli Antonello e Emiliano Francavilla; Daniele Barbaro, Ivan Narciso e Alessandro Moffa); e del costruttore Antonio Fratianni per riciclaggio di 600mila euro ricevuti da Antonello Francavilla nel mondo dell’edilizia.

Omicidio Panunzio – “L’affermazione della ‘Società foggiana’ ha visto tra i suoi iniziali momenti qualificanti, alla fine degli anni Ottanta primi anni Novanta l’esplosione di bombe; l’omicidio del costruttore Nicola Ciuffreda a settembre ’90; mentre i costruttori Eliseo Zanasi e Salvatore Spezzati scampavano miracolosamente alla morte. La vicenda che suscitò maggiore scalpore fu l’omicidio il 6 novembre ’92 del costruttore Giovanni Panunzio, il primo imprenditore che ebbe il coraggio di opporsi alla prevaricazione mafiosa. Fu proprio all’insegna di questo coraggioso protagonista della resistenza civile che nacque la prima grande operazione contro la Società, il maxi-processo Panunzio a 68 persone, tra cui Donato Delli Carri nipote di Roberto Sinesi, condannato per l’omicidio Panunzio. Il maxi-processo si concluderà in Cassazione il 13 ottobre ’99 con il primo riconoscimento della Società foggiana come organizzazione mafiosa”.