«Sempre da me devono passare». Filosoficamente mafioso, Antonello Francavilla spiega al cugino Alessandro Moffa che benché detenuto ai domiciliari, i conti all’interno della «Società» bisogna continuare a farli con lui. E quanto ai conti, Antonello Francavilla ribadisce l’importanza di «trovare un accordo per Foggia» sul fronte della droga perché i vari clan continuino a imporre agli spacciatori di versare una percentuale, «il punto», sui soldi incassati smerciando stupefacenti. Il presunto ruolo operativo nonostante la carcerazione del boss Antonello Francavilla, 49 anni, trova ampio spazio nelle 765 pagine dell’ordinanza cautelare del gip di Bari Giuseppe Ronzino che su richiesta della Dda ha fatto arrestare il 24 giugno 6 persone già detenute per altri reati. Antonello Francavilla, il fratello Emiliano, Moffa, Ivan Narciso e Daniele Barbaro rispondono di mafia quali affiliati al clan Sinesi/Francavilla. Il costruttore Antonio Fratianni è finito dentro invece per riciclaggio perché avrebbe ripulito nel settore edilizio costruendo un palazzo in viale Giotto 600mila euro di soldi «sporchi» ricevuti da Antonello.

Soldi ai carcerati Antonello Francavilla è detenuto pressoché ininterrottamente dal novembre 2013 (tranne 9 mesi a piede libero da aprile 2022 a gennaio 2023) in seguito a condanne per mafia, droga, estorsione, armi. La mattina del 20 novembre 2025, quand’è ai domiciliari a Cambiago vicino Milano, viene intercettata una lunga telefonata col cugino Alessandro Moffa ritenuto il suo braccio operativo all’esterno, con cui Antonello «approfondisce varie tematiche di tipo associativo tra cui l’assistenza economica agli associati e ai detenuti» annota il gip. «I soldi dei fissi che mando io ai carcerati, è giusto che ognuno deve campare. Stiamo sopra la zona, stai sul territorio. Tu lo sai, io sono sempre per il giusto. Tanto sempre da me devono passare. Ci devo parlare io. Ci sediamo allo stesso tavolo. Se vogliamo andare tutti d’accordo che mangiamo nello stesso tavolo ben venga. Ma io prima devo favorire a chi non si è mai perso la strada, che mi ha rispettato e mi rispetta, non solo a me ma ai compagni miei. Io sono un uomo e gli posso imparare la strada, la vita, la malavita. Gli posso fare la scuola a tutti quanti».