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Sono arrivati in Molise dalla Germania gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino ai quali la Procura di Larino, che coordina le indagini sul duplice omicidio premeditato di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ha affidato l'incarico di cercare eventuali tracce della ricina, il veleno che ha ucciso mamma e figlia lo scorso dicembre. È in programma per domani mattina, infatti, il sopralluogo nell'abitazione color carta da zucchero di via Risorgimento a Pietracatella, dove vivevano le due vittime. Oltre ai due massimi esperti mondiali nel campo delle tossine, Christian Herzog e Silvia Worbs, all'ispezione parteciperanno anche gli agenti della polizia scientifica tedesca, che affiancheranno nelle attività i colleghi della Squadra mobile di Campobasso.

La ricerca della ricina

Il sopralluogo potrebbe segnare un passaggio cruciale nelle indagini sul "giallo della ricina", come è stato ribattezzato dalla stampa, che proseguono senza sosta da circa sette mesi. L'obiettivo dell'ispezione è quello di cercare eventuali tracce della tossina su mobili e altri oggetti, compresi i vestiti di Antonella e Sara, ancora presenti all'interno dell'abitazione, posta sotto sequestro dallo scorso 28 dicembre. Secondo quanto trapela da fonti investigative, le operazioni dovrebbero iniziare intorno alle 9 e saranno seguite da remoto, attraverso le attrezzature e i mezzi tecnici messi a disposizione dalla Procura di Larino, sia dalla procuratrice Elvira Antonelli sia dagli avvocati e dai consulenti tecnici delle parti offese, Gianni Di Vita e la figlia Alice. Gli esperti indosseranno i dispositivi necessari per la protezione individuale e per evitare qualsiasi rischio di contaminazione. Tutte le attività saranno filmate.