Gli esperti di veleni della polizia tedesca torneranno a Pietracatella per un altro sopralluogo approfondito nell’abitazione della famiglia Di Vita. L’obiettivo è quello di cercare tracce della ricina utilizzata per uccidere Antonella Di Iesi e Sara Di Vita. L’ipotesi della procura di Larino è che chi ha avvelenato le vittime si sia poi sbarazzato delle ultime tracce di ricina proprio nell’abitazione. Se così fosse, dovrebbero esserci ancora tracce della decomposizione della sostanza nei sifoni e negli scarichi della casa.
Il sopralluogo in anticipo della polizia tedesca
Cosa ci si aspetta dai risultati del sopralluogo
Svolta vicina nelle indagini?
Il sopralluogo in anticipo della polizia tedescaL’arrivo della polizia tedesca e dei suoi esperti in Molise era previsto per agosto, ma la procura di Larino ha deciso di anticipare il sopralluogo a questa settimana.Gli agenti arriveranno a Pietracatella giovedì 30 luglio ed entreranno nella casa della famiglia Di Vita, da mesi sotto sequestro. Qui cercheranno tracce della decomposizione della ricina, smontando anche gli scarichi e i sifoni.ANSALa famiglia Di VitaLa procura ritiene che chi ha avvelenato Sara Di Vita e Antonella Di Iesi si sia liberato delle ultime tracce di ricina proprio nell’abitazione, dopo aver applicato la tossina al cibo che la famiglia avrebbe mangiato.Cosa ci si aspetta dai risultati del sopralluogoSe gli esperti tedeschi trovassero le tracce che la procura si aspetta, questo permetterebbe di restringere ulteriormente il campo e di portare a un’accelerazione delle indagini sul caso.I risultati del sopralluogo andranno confrontati con gli esami del sangue di Giovanni e Alice Di Vita, entrambi sopravvissuti all’intossicazione, che hanno contratto in forma più lieve.







