Una giornata intera all'interno della casa di Pietracatella alla ricerca di tracce della ricina che, ormai sette mesi fa, ha ucciso Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi. Il pool composto dagli esperti del 'Robert Koch Institute' di Berlino, dalla polizia tedesca e da quella italiana, è entrato nell'abitazione della famiglia Di Vita, nel paese in provincia di Campobasso, alle 10 di questa mattina ed è rimasto all'interno fino a sera. Muniti di apparecchiature all'avanguardia e indossando particolari tute per evitare contaminazioni, gli esperti hanno prelevato campioni in tutta la casa, su mobili, abiti e altri oggetti.

"Un'attività - ha precisato la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, rimasta sul posto per tutto il giorno a seguire le operazioni - che non darà risultato immediato. I tamponi acquisiti dovranno ora essere processati in Germania".

L'area attorno alla casa delle vittime è stata transennata e i giornalisti sono stati tenuti a distanza. Nel piazzale davanti all'ingresso, sotto un sole cocente, sono stati montati alcuni gazebo, mentre in alcuni camioncini hanno lavorato altri agenti che seguivano le operazioni a distanza anche se, contrariamente a quanto era stato stabilito nei giorni scorsi dalla Procura, avvocati e consulenti delle parti non hanno potuto seguire da remoto, in tempo reale, le operazioni e quindi, pochi minuti dopo l'avvio del sopralluogo, hanno lasciato Pietracatella. Solo uno di loro, Mauro Iacoppini, consulente dell'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella, è entrato nella casa per seguire direttamente le operazioni. A tutti, appena il lavoro sarà concluso, verrà consegnato un video che documenta ogni istante del sopralluogo e dell'attività svolta.