È durato oltre 14 ore il sopralluogo nella casa di via Risorgimento a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove nel dicembre scorso sono morte avvelenate Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi. L’obiettivo è individuare eventuali residui di ricina rimasti nell’abitazione e raccogliere ogni altro elemento utile. Il sopralluogo è stato effettuato dagli esperti tedeschi del Robert Koch Institute di Berlino insieme agli investigatori italiani.

Sopralluogo di oltre 14 ore nella casa di Pietracatella

Chi ha partecipato alle operazioni

La pista informatica

Sopralluogo di oltre 14 ore nella casa di PietracatellaCentinaia i campioni prelevati nella casa di Pietracatella che saranno trasferiti in Germania per essere analizzati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino.Le operazioni sono iniziate intorno alle 10:00 del mattino per concludersi poco dopo la mezzanotte. Gli esperti tedeschi e gli investigatori italiani hanno passato al setaccio in maniera sistematica ogni ambiente dell’abitazione.Antonella Di Ielsi (seconda da destra) e Sara Di Vita (destra) con Gianni Di Vita e l'altra figlia in una immagine esposta durante i funerali nel Santuario della Madonna di Costantinopoli a Pietracatella, in provincia di Campobasso, 10 gennaio 2026.Il sopralluogo ha riguardato il granaio e tutti e tre i piani della casa: della porta d’ingresso si è passati a controllare in maniera certosina ambiente dopo ambiente, fino all’ultimo piano dell’edificio.Al termine delle operazioni, i reperti destinati ai laboratori sono risultati essere centinaia. Oltre a cercare genericamente tracce di ricina, a sette mesi dalla morte di madre e figlia, si cerca di ricostruire chi possa avere eventualmente introdotto il veleno nell’abitazione.Chi ha partecipato alle operazioniAl sopralluogo hanno preso parte almeno una decina di persone. Il gruppo era composto da sei esperti tedeschi guidati da Christian Herzog del Robert Koch Institute di Berlino, affiancati da uomini della Squadra Mobile di Campobasso, dalla Polizia Scientifica di Roma e dal consulente dell’avvocato Vittorino Facciolla, Mauro Iacoppini.