Inizia ad accidente e si concluderà dopo 90 giorni nelle vigne più in alto dell’isola, nella parte Nord-Est: comincia così, la lunga vendemmia dei produttori del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia. Interesserà una straordinaria variabilità di suoli, un numero probabilmente unico in Italia di varietà, coinvolgerà tanti siciliani operosi, appassionati, tenutari di una tradizione millenaria ma consapevoli dell’attualità del mondo del vino. Il quadro o meglio il mosaico del vino siciliano 2026 inizierà a prendere forma e colore davanti agli occhi attenti di un’intera Sicilia. Assomiglierà come sempre ad un viaggio - per restare nella attualità, una Odissea - nel senso di un viaggio sempre pieno di sorprese e di insegnamenti, alla scoperta emozionante dei caratteri del vino della vendemmia 2026.
Alla fine dell’estate 2025, non erano poche le preoccupazioni del viticoltore siciliano: i laghi erano vuoti, le vigne desideravano acqua dal cielo. Per fortuna autunno e inverno sono stati quasi miracolosi: piogge abbondanti, ben cadenzate e diffuse in modo abbastanza omogeneo in Sicilia, hanno riempito di riserve i suoli e di speranza gli agricoltori. A fine primavera laghi pieni e natura in esplosione di vita. Le vigne sono arrivate alla fase finale della maturazione in condizioni ideali, con pareti fogliari attive, con i suoli ricchi di riserve ed energia. Le temperature estive sono state ideali, con l’eccezione di una singola ondata di caldo (sino ad ora) durata meno di una settimana, che la vigna ha retto bene proprio per l'andamento complessivo dell’annata e le riserve idriche. Dal punto di vista del singolo vitigno, volendone nominare solo due coppie tra i vitigni più coltivati e quelli meno, per non dilungarci forse sottolineiamo una perfetta qualità di Nero d’Avola e Lucido in quanto perfettamente a loro agio con questo andamento climatico 25/26 e Inzolia e Frappato che sembrano pronte ad esprimersi con ottima qualità.












