<p>Con 4.923 impianti sportivi censiti e 8.171 spazi dedicati alla pratica sportiva (Censimento Nazionale Impianti Sportivi – Rapporto Sport 2025, ICSC/Sport e Salute), la Sicilia dispone di una delle reti infrastrutturali sportive più estese del Mezzogiorno ed è chiamata ad affrontare una delle principali sfide poste dalla Riforma dello sport: accompagnare la transizione verso un mercato del lavoro sempre più qualificato e sostenibile. </p><p>È questo il quadro emerso nel corso del convegno "Il CCNL dello Sport e il welfare contrattuale nel settore sportivo", promosso da A.S.C.

(Attività Sportive Confederate) insieme a Confcommercio Palermo, FIIS (Federazione Italiana Imprenditori Sportivi), Confederazione Italiana dello Sport ed EBISport, che ha riunito istituzioni, imprese sportive e operatori del settore per fare il punto sul CCNL del comparto e sulle prospettive dello sport in Sicilia.

Secondo le analisi elaborate sui dati del Registro nazionale delle Attività sportive dilettantistiche (RASD) e del Rapporto Sport 2025, la Riforma dello Sport ha fatto emergere e reso tracciabile una platea di lavoro prima invisibile: nel 2024 sono 471.365 i lavoratori sportivi che, a livello nazionale, hanno attivato almeno una collaborazione coordinata e continuativa con associazioni e società sportive dilettantistiche.</p><p>In Sicilia i lavoratori sportivi contrattualizzati sono 13.878, con un'età media di 38 anni e una presenza femminile del 34,5%: oltre il 70% dei lavoratori storicamente inquadrati con compensi e rimborsi risulta oggi transitato verso le forme contrattuali previste dalla riforma.