Secondo l’Indice di Sportività realizzato da PTS Sport e pubblicato dal Sole 24 Ore nell’ambito del progetto Qualità della Vita, Milano si posiziona al primo posto come la provincia e città più sportiva d’Italia. Questo anche se persiste il problema della carenza e della chiusura di numerose piscine.
Foto di repertorio
Per la prima volta Milano – spinta anche dall'eredità dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026 – si posiziona come la provincia più sportiva d'Italia, secondo quanto emerge dall'Indice di Sportività realizzato da PTS Sport e pubblicato dal Sole 24 Ore nell'ambito del progetto Qualità della Vita volto a misurare la qualità e la diffusione dello Sport attraverso 32 indicatori.
Il risultato milanese salta all'occhio ancor di più se si considera che Milano al momento soffre di un serio problema dovuto alla carenza di piscine comunali attive all'aperto e alla chiusura, stagionale o per lavori, di quelle al chiuso. Una situazione questa che non consente a un numero sufficiente di persone di accedere alle strutture e godere dei servizi durante, soprattutto, un'estate in cui si sono toccati e si toccheranno, in più occasioni, i 40°. Come appreso da Fanpage.it, le piscine comunali all'aperto e attive gestite da Milanosport quest'anno sono solo tre: Romano, Sant’Abbondio e Cardellino. Si trovano rispettivamente in via Zanoia, Città Studi; in via Sant'Abbondio nel quartiere Chiesa Rossa e in via del Cardellino a Bisceglie. A queste si aggiungono anche la piscina Lampugnano, gestita dalla Federazione Nuoto e la piscina Caimi "Bagni Misteriosi". Quest'ultima è privata con prezzi non per tutti accessibili: giornaliero 25 euro intero e 20 euro ridotto; mezza giornata (mattina o pomeriggio): 15 euro intero e 12 euro ridotto.












