| 7 Luglio 2026 22:02 |

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(Adnkronos) – Lo sport è uno dei comparti economici più dinamici del Paese.

Un settore che richiede competenze sempre più specialistiche e figure manageriali capaci di guidare organizzazioni complesse, governare processi di innovazione e accompagnare la crescita di un’industria che rappresenta un asset importante per l’economia nazionale. Secondo il Rapporto Sport 2025 di Sport e Salute e dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, il comparto genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del PIL nazionale, in crescita rispetto all’anno precedente, e dà lavoro a 421mila persone. Una filiera in continua espansione, sostenuta dalla crescita dei servizi e da una crescente vocazione internazionale, come dimostrano i 4,7 miliardi di euro di export di beni sportivi, con Stati Uniti, Francia e Germania tra i principali mercati di destinazione. Se si considera il valore economico complessivo generato da fatturato, diritti media, sponsorizzazioni, impatto industriale, turismo, numero di praticanti ed eventi, il calcio si conferma la disciplina con il maggiore peso economico, seguito dal ciclismo, forte di una filiera industriale e del cicloturismo in costante crescita, e dal tennis, protagonista negli ultimi anni di un vero e proprio boom di praticanti, investimenti ed eventi internazionali. Completano la Top ten motorsport, sci e sport invernali, fitness e wellness, golf, vela, running e atletica e pallavolo, a conferma della crescente articolazione e diversificazione dell’economia dello sport. Inoltre secondo l’analisi di Manageritalia sulle 421mila persone che operano nel mondo dello sport si stima per eccesso che solo l’1% (4.210 ricoprano ruoli manageriali) e di questi solo 34 sono inquadrati con il ccnl dirigenti.