Sono due, in questo momento, le «spine» del Lecce. Riguardano il primo colpo di mercato in entrata relativo alla formazione maggiore ed il «caso Banda».
Per quel che riguarda la campagna acquisti, la parola d’ordine è «pazienza». Lo hanno ripetuto più volte sia il presidente Saverio Sticchi Damiani che il responsabile dell’area tecnica Stefano Trinchera. Entrambi hanno chiarito che lo zoccolo duro c’è e viene ritenuto all’altezza dal club, ma che va completato con tre-quattro arrivi mirati per ruolo e per le caratteristiche dei calciatori prescelti.
La piazza ha capito, ma scalpita in quanto siamo a fine luglio e nulla si è mosso. I tifosi vorrebbero i primi colpi e sperano che non si tratti solo di scommesse assolute, che i volti nuovi diano qualche garanzia sul piano dell’esperienza e della qualità tecnica.
È noto che serva un terzino destro che funga da vice di Danilo Veiga, un centravanti che sia una valida alternativa a Nikola Stulic (che potrebbe crescere parecchio dopo una stagione di adattamento, ma non è certo detto che lo faccia) ed almeno due esterni offensivi o forse anche tre. Si deve tenere conto, infatti, che Lameck Banda ad oggi è da considerare out e che mister Eusebio Di Francesco ha deciso di provare Santiago Pierotti come mezzala. Tradotto in soldoni, fatta eccezione per i giovani provenienti dal vivaio che stanno lavorando in ritiro aggregati alla formazione maggiore, in questo momento l’unica ala di ruolo è quel Konan N’Dri che nel 2025/26 ha collezionato tante presenze, ma con un minutaggio assai modesto. Il che significa che nella scorsa annata non ha scaldato granché il cuore del trainer pescarese.














