di
Claudio Tadicini
Si infittisce il caso attorno alla scomparsa dell'esterno offensivo che non si è mai presentato al raduno e alle visite mediche. Il ds Trinchera: «C'è altro dietro, non il calciomercato»
Non c’è più soltanto il caso sportivo. Intorno all’assenza di Lameck Banda cresce anche la preoccupazione del Lecce, mentre la pista che sembrava poter spiegare il silenzio dell’esterno zambiano si starebbe ormai raffreddando. A fare il punto è stato il direttore sportivo giallorosso, Stefano Trinchera, che ha ammesso come il club tema ormai che dietro la vicenda possa esserci qualcosa di diverso dal semplice calciomercato. «Ormai da due settimane non abbiamo più notizie di Banda, così come non ne hanno i suoi agenti. Iniziamo tutti ad essere preoccupati che possa essere accaduto qualcosa che non c’entri col calcio» ha dichiarato il ds, fotografando la situazione del giocatore.
L'assenza al ritiro e alle visite mediche L’esterno offensivo, atteso il 15 luglio nel ritiro di Bressanone dopo aver saltato anche la convocazione per le visite mediche del 12 luglio, non ha mai raggiunto la squadra. In un primo momento aveva giustificato il ritardo parlando di problematiche logistiche e burocratiche, ma da allora ogni contatto si è interrotto. Da giorni il Lecce continua a inviargli diffide e convocazioni ufficiali per presentarsi e sostenere le visite mediche, rimaste però tutte senza risposta. Nel frattempo prende quota l’ipotesi che l’interesse dell’Al-Fateh (club saudita) non sia più un elemento determinante. «La squadra che lo voleva, da confidenze raccolte, è ormai andata oltre facendo offerte ad altri calciatori con gli stessi suoi parametri e quindi - ha spiegato Trinchera - non sarebbe più intenzionata a prenderlo». Per questo, all’interno del club, cambia anche la lettura della vicenda. «Inizio a pensare che dietro questa vicenda non ci sia una strategia per ottenere dal Lecce chissà cosa, piuttosto che esista qualche problematica personale. Purtroppo - conclude il da giallorosso - abbiamo iniziato a pensare anche noi in questa direzione, perché quello che sta succedendo è qualcosa di molto anomalo».










