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Dalle parti di Via del Mare, a Lecce, negli ultimi giorni nell'aria si respirava anzitutto angoscia. Che fine ha fatto Lameck Banda? L'esterno d'attacco zambiano, tra i principali artefici della salvezza conquistata dai salentini di Eusebio Di Francesco nella stagione appena conclusa, risultava scomparso. Lo aspettavano dal 13 luglio scorso, nel ritiro austriaco, tanto che il direttore sportivo Stefano Trinchera aveva lanciato un appello allarmante ai media: "Ormai da due settimane non abbiamo più notizie di lui, così come non ne hanno i suoi agenti. Iniziamo a essere preoccupati che gli possa essere accaduto qualcosa che vada oltre il calcio". Le notizie si susseguono. Come riportato dal sito di notizie PianetaLecce, il calciatore sarebbe stato contattato da terzi nelle ultime ore, confermando di stare bene e - al contempo - comunicando la sua indisponibilità a tornare a Lecce. Tuttavia, il giallo resta e i retroscena che arricchiscono lo sfondo sono ancora tutti da decifrare.

E' necessario dunque riavvolgere il nastro per comprendere cos'abbia spinto Banda a rendersi irreperibile per settimane, scatenando la furia dei dirigenti leccesi e montando un caso fuori e dentro la società. Secondo quanto riportato da varie testate, la ragione della fuga dell'esterno classe 2001 - autore di 5 gol e 4 assist nell'ultima stagione - risiederebbe nello stop che il Lecce avrebbe imposto a una trattativa con l’Al-Fateh, squadra dell’Arabia Saudita, che gli avrebbe offerto un ingaggio parecchio più alto rispetto a quello percepito dall'attuale club giallorosso, titolare del suo cartellino dal 2022 dopo l'esperienza in Israele. Tra l'altro in estate il Lecce, per proteggersi da una eventuale perdita del giocatore a parametro zero, ha esercitato unilateralmente l'opzione di estensione del contratto fino al 30 giugno 2027. Un ulteriore smacco che Banda non avrà gradito.