Porte chiuse e bocche cucite. Sono questi i tratti distintivi dei primi giorni di preparazione della nuova Spal, che sta lavorando due volte al giorno al centro sportivo Fabbri con un organico ancora incompleto. Tra i tifosi i sentimenti prevalenti sono curiosità e desiderio di vedere all’opera la nuova squadra, anche se non manca chi guarda con un pizzico di perplessità e scetticismo la partenza del gruppo guidato da Carmine Parlato. Per il tecnico napoletano è un avvio di stagione inedito e carico di responsabilità: tocca a lui il compito di allestire la rosa e assemblare un gruppo nuovo di zecca, cambiato in maniera molto più significativa di quanto fosse pronosticabile. Mister Parlato al momento è anche l’unica figura di riferimento per la piazza, un professionista che attraverso impegno, serietà e lavoro sul campo si è guadagnato la stima di una tifoseria che la scorsa stagione ha dovuto ingoiare l’ennesimo boccone amaro. L’allenatore partenopeo non ha mai fatto il direttore sportivo, ma sa bene quanto pesi nell’economia del campionato la fase della campagna acquisti, alla quale sta dedicando la maggior parte delle proprie energie. Quando arrivò a Ferrara dopo l’esonero di Di Benedetto, Parlato scommise sulla capacità della Spal di mettere la freccia sul Mezzolara e vincere il campionato volando subito in serie D, una categoria che per lui è una sorta di giardino di casa.
Spal, tutto ruota attorno alle scelte di Parlato. Il ’tecnico-manager’ sta pescando dalla D
L’allenatore partenopeo non ha mai fatto il direttore sportivo, ma sta dedicando la maggior parte delle proprie energie al mercato







