Per il secondo anno di fila, la Spal riparte da zero. Dopo il fallimento targato Tacopina, la proprietà argentina ha deciso di andarsene dopo appena una stagione. L’uscita di scena è in linea con il modus operandi che l’ha contraddistinta fin dall’inizio: bocche cucite, comunicazione ridotta ai minimi termini e trattative condotte lontano dalla città e all’insaputa anche di alcuni tra i più stretti collaboratori. Stando alle informazione che circolano, Joseph Portelli dovrebbe avere uno stile comunicativo molto diverso rispetto ai suoi predecessori. Difficilmente però lo vedremo in pianta stabile a Ferrara: gli affari lo portano infatti altrove, in maniera particolare a Malta, dove nel corso degli anni ha costruito un piccolo impero.
Nella nostra città però agirà un suo uomo di fiducia, al quale Portelli affiderà la gestione della nuova Spal. Uno degli errori principali commesso dalla proprietà argentina è stato quello di allontanare dal club gran parte dei ferraresi e figure legate a doppio filo alla maglia biancazzurra. Portelli medita di andare in controtendenza, riportando in via Copparo alcuni personaggi che hanno fatto la storia della Spal. Gli indizi portano a Mirco Antenucci, il cui nome circola in maniera insistente da tempo. Ante7 però è rimasto scottato dall’esperienza della scorsa stagione, e prima di accettare l’eventuale proposta della proprietà maltese valuterà con attenzione programmi e prospettive. A lui toccherebbe l’incarico di direttore sportivo, mentre l’allenatore dovrebbe restare Carmine Parlato che ha appena rinnovato il contratto.








