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Marco Turati è un capitolo chiuso, ormai il Catanzaro è di Giorgio Gorgone, la nuova opportunità che il club ha preso appena ricevuto il sorprendente e scorretto dietrofront. In attesa di risolvere le spine contrattuali (quello di Turati è depositato, il biennale del sostituto ancora da firmare) e che nella prossima settimana arrivi in città il tecnico romano, i tifosi giallorossi stanno già immaginando la squadra che potrà disegnare il cinquantenne dalla lunga gavetta che un po’ alla volta ha compiuto sempre un passo in avanti, schivando gli integralismi e passando senza problemi dal 4-3-3 al 3-4-2-1 in base alle esigenze tattiche e alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Il 3-4-2-1 sarà l’abito che troverà già cucito addosso alle Aquile ed è da qui che partirà anche Gorgone.
Con un passato da centrocampista di buon livello cominciato nelle giovanili della Lodigiani e poi sviluppato fra Serie A e B con Chievo, Cagliari, Pescara, Perugia e soprattutto Triestina, Gorgone ha iniziato ad allenare la Primavera della Triestina prima di avviare il proficuo binomio con Roberto Stellone, di cui è stato vice dal 2012 al 2021. I primi trionfi del Frosinone con un certo Brighenti in squadra, poi Bari, Palermo, Ascoli e Arezzo le esperienze nel periodo da “secondo”, durante il quale si è abilitato a Coverciano con la licenza Uefa Pro nello stesso corso (2016) in cui ha brillato il calabrese Francesco Calzona, all’epoca vice di Sarri e fino ad aprile ct della Slovacchia. L’Under 19 del Frosinone, promossa in Primavera 1 e poi salvata agevolmente gli esordi da allenatore capo, bissati con altre due stagioni alla Lucchese in C, dove ha governato una complicata situazione societaria (alla fine del torneo 24-25 il club scomparirà dal calcio professionistico) completando un piccolo capolavoro con la salvezza al playout. Quello che non gli è riuscito nello scorso torneo al Pescara, dove da subentrato ha fatto lottare la squadra sino alla fine con un calcio coraggioso al di là dei limiti evidenti della rosa.













