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È quasi una settimana che Giorgio Gorgone aspetta di essere annunciato come nuovo allenatore del Catanzaro. Il quarto in quattro stagioni, anche se formalmente sarebbe il quinto contando Marco Turati, protagonista di uno sgarbato e inatteso dietrofront, comunque salutare considerandone il comportamento. È da martedì che il club del presidente Noto aspetta le dimissioni del tecnico ex Siracusa, successore designato di Aquilani: solo in questo modo verrebbe dato seguito a quel «no grazie, ma non le sento» espresso telefonicamente al ds Polito dopo settimane di confronto sul mercato, un blitz a Livigno per visionare le strutture del ritiro e, soprattutto, un contratto firmato e regolarmente depositato dai giallorossi non appena il quarantaquattrenne lombardo ha ricevuto l’ammissione al corso Uefa Pro della Figc, passaggio indispensabile per guidare una squadra di Serie B.

Non c’è alcuna certezza, però sull’addio formale potrebbero esserci novità in giornata visto che Turati deve rescindere il contratto con i giallorossi per accasarsi allo Spezia, cioè la società che ha dato l’input decisivo al suo cambio di programma che ha pure innescato il divorzio con i procuratori che non hanno condiviso la decisione: lo hanno letteralmente mollato.