Che per tagliare il traguardo della quarta salvezza consecutiva il Lecce abbia potuto fare affidamento sulla forza di un gruppo davvero straordinario appare piuttosto evidente. Lo hanno detto a chiare lettere tutti i protagonisti della eccezionale cavalcata, dal presidente Saverio Sticchi Damiani al tecnico Eusebio Di Francesco, passando per i singoli interpreti del campo. Un gruppo nel quale ciascuno ha fatto la sua parte nel corso di questa lunga stagione.

Reparto per reparto non sono mancate le individualità che hanno lasciato il segno e che inevitabilmente diventano il trait d’union fra passato, presente e futuro. Già, perché se da un lato è vero che questi sono ancora i giorni della festa per la permanenza in serie A, è altrettanto vero che la programmazione della prossima stagione è già all’ordine del giorno delle valutazioni della società di via Costadura. Sarà rivoluzione o si prediligerà la strada della continuità? Difficile immaginarlo adesso. Quel che è certo è che nel suo parco giocatori il Lecce può contare su elementi di spessore, che hanno saputo mettere la firma su questa salvezza con le loro prodezze. Un nome su tutti è quello del capitano Wladimiro Falcone, a tutti gli effetti uno dei calciatori ormai più importanti della storia ultracentenaria del club giallorosso. Quattro stagioni consecutive in serie A da guardiano dei pali della porta dei salentini, quattro salvezze di fila, senza mai saltare una partita in campionato. Record su record infranti, con la fascia di capitan ben stretta al braccio. Anche nel corso di questa stagione, Falcone ha messo la firma sulla permanenza nella massima serie a suon di interventi prodigiosi.