«In serie A, si profila un finale di stagione thrilling. È così per quel che riguarda la lotta-salvezza, che vede coinvolto da vicino il Lecce, ed è così per la bagarre in atto in zona-Champions, con quattro formazioni a contendersi il terzo ed il quarto posto. Il punto di margine che la squadra salentina vanta nei confronti della Cremonese potrebbe rivelarsi decisivo, ma al momento non dà alcuna garanzia di permanenza. Pertanto, i giallorossi allenati da Eusebio Di Francesco dovranno trovare il modo di salire quanto più in alto possibile in graduatoria. Con due successi nei restanti 180’, Wladimiro Falcone e compagni sarebbero certi di restare in A, ma non sarà una impresa facile aggiudicarsi le restanti due gare. Insomma, per chi ama il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani ci sarà da soffrire». Eugenio Fascetti, indimenticabile condottiero del Lecce della formazione che ha centrato la prima storica promozione in massima serie, analizza così la situazione che si registra nell’olimpo del calcio italiano quando il traguardo è oramai dietro l’angolo.

Nel prossimo turno, la compagine salentina se la vedrà con il Sassuolo, in trasferta, mentre la Cremonese visiterà l’Udinese. Nella giornata seguente, che manderà in archivio il campionato, il team giallorosso riceverà al «Via del Mare» il Genoa, mentre quello grigiorosso sarà impegnato tra le mura amiche contro il Como. «I match di fine stagione sono sempre difficili da decifrare, in quanto subentrano ulteriori fattori oltre a quelli che di norma caratterizzano i match di gran parte dell’annata agonistica - sostiene Fascetti -. L’interrogativo è legato alle motivazioni che animano i diversi schieramenti. Ad oggi, l’impressione che ho avuto nel vedere le varie partite e nel leggere i risultati è che non ci siano squadre che hanno tirato i remi in barca. Per ora, tutte stanno onorando l’impegno, il che è un bene per lo spettacolo e per la regolarità del torneo».