a alle spalle una trentennale carriera da allenatore, Gianni De Biasi, che ha diretto formazioni quali Udinese, Torino, Brescia, Spal e, all’estero, Alaves e Levante, oltre ad Albania ed Azerbaigian. Gli abbiamo chiesto di analizzare, da osservatore neutrale, le prospettive della lotta salvezza tra Lecce e Cremonese.

Mister, quale delle due squadre resterà in A?

«Ogni previsione sarebbe azzardata. Né l’analisi del calendario aiuta. I salentini, però, hanno un punto in più, che non dà garanzie ma che, alla lunga, potrebbe anche rivelarsi prezioso. Se la squadra giallorossa riuscirà a conquistare quattro lunghezze nelle due sfide contro Sassuolo e Genoa avrà ottime probabilità di spuntarla, in quanto è improbabile che la Cremonese possa imporsi sia contro l’Udinese che contro il Como. Non essendoci certezze nemmeno in questo senso, però, il Lecce dovrà provare a vincere due gare su due perché una simile eventualità gli permetterebbe di fare festa indipendentemente dai risultati dei grigiorossi».

Domani, alle 20,45, l’undici allenato da Eusebio Di Francesco visiterà il Sassuolo, mentre quello diretto da Marco Giampaolo affronterà in trasferta l’Udinese. Chi avrà il compito più arduo?

«Sarà dura sia per il Lecce che per la Cremonese. Dovranno fare i conti con due belle realtà del calcio italiano. I neroverdi, da neopromossi, hanno disputato un ottimo torneo, sotto la guida di Grosso, che ha svolto un ottimo lavoro. Gli emiliani dispongono di buona qualità e di un collettivo rodato. I bianconeri, dal canto loro, possono contare su una grande fisicità ed una buona cifra tecnica. Posseggono i mezzi per giocarsela con tutte le rivali, anche quelle più quotate. Avrebbero potuto essere anche un tantino più in alto in graduatoria. Sono certo che né il Sassuolo né l’Udinese faranno regali. Domani, per muovere la classifica, giallorossi e grigiorossi dovranno tirare fuori delle prestazioni di spessore e mettere in mostra tanta personalità».