Pubblicato il: 28/07/2026 – 9:27

COSENZA «Un decreto ingiuntivo mai opposto nel 2020, un debito “azzerato” in contabilità con note di credito figurative, un TAR che demolisce la tesi degli uffici e un Commissario ad Acta che minaccia la segnalazione alla Procura contabile. La deliberazione n. 14/2026 del Commissario ad Acta racconta, atto alla mano, come si costruisce un danno alle casse pubbliche». È quanto afferma Carlo Guccione, della Direzione nazionale del Partito Democratico.«C’è un numero, nella deliberazione adottata il 20 luglio 2026 dal Commissario ad Acta presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, che da solo vale un’inchiesta: 1.183.646,90 euro di interessi moratori. Quasi quanto il capitale dovuto, 1.218.889,33 euro. In pratica, per ogni euro di debito originario, l’ASP di Cosenza ne pagherà due. Il totale che l’azienda dovrà versare alla società SPV Project S.r.l. ammonta a 2.445.453,72 euro, comprensivo di spese legali, spese del giudizio di ottemperanza e 28.023 euro di imposta di registro sul decreto ingiuntivo. Com’è potuto accadere? La risposta è scritta, con rara chiarezza, nell’atto stesso».

«L’origine: un decreto ingiuntivo mai opposto»

«Tutto comincia il 1° giugno 2020, quando il Tribunale di Cosenza emette il decreto ingiuntivo n. 593/2020 in favore di SPV Project S.r.l. L’ASP di Cosenza aveva quaranta giorni per proporre opposizione e far valere in giudizio ogni eventuale contestazione sulle fatture azionate. Non lo ha fatto. Gli “Uffici all’epoca competenti” — così li definisce, con formula che suona già come un’attribuzione di responsabilità, la stessa deliberazione — hanno lasciato scadere i termini. Il decreto è passato in giudicato: definitivo, intoccabile, esecutivo.Da quel momento, – spiega ancora Guccione – ogni giorno di mancato pagamento ha prodotto interessi moratori. Per sei anni. Nel 2025 la società, non vedendo un euro, si è rivolta al TAR Calabria con un ricorso per ottemperanza. Con la sentenza n. 148/2026 del 26 gennaio 2026, il Tribunale amministrativo ha ordinato all’ASP di eseguire il giudicato e ha previsto che, in caso di ulteriore inadempienza, provvedesse il Prefetto di Cosenza quale Commissario ad Acta. Ed è esattamente ciò che è avvenuto: con decreto prefettizio dell’aprile 2026 è stato delegato un funzionario della Prefettura, insediatosi il 20 aprile».