Chiarimenti sui bilanci del 2022 e 2023 e sulla transazione da 39 milioni di euro: questa la richiesta della Corte dei conti all’Asp di Cosenza

COSENZA – La Corte dei conti, il 20 aprile scorso, ha inviato all’Asp di Cosenza una dettagliata richiesta di chiarimenti relativa alla pubblicazione dei bilanci 2022 e 2023 e tutte le procedure connesse alla pubblicazione dei documenti relativi agli esercizi dal 2018 al 2021, pubblicati in blocco nel 2025 e fino a quel momento mai presentati.

Non solo, in venti giorni di tempo l’Asp di Cosenza dovrà anche fornire ulteriori chiarimenti rispetto alla mega transazione dal 39 milioni di euro liquidata il 21 dicembre del 2023. Una transazione che, sulla carta, ha “chiuso” il debito con Bff (ex banca farma factoring), relativo a migliaia di fatture di fornitori ceduti alla banca e sulla quale ancora oggi pende un’inchiesta della Procura di Milano. Su quella transazione, come scrisse il Quotidiano in quegli anni, molto è rimasto nell’ombra, a partire dalle lettere dell’ufficio legale che suggerivano di bloccare la procedura. Molte di quelle fatture erano già finite in contenzioso nei tribunali e l’Asp aveva una buona possibilità di vittoria.

E poi c’era e c’è il ruolo della società esterna Proxima Audit, fondata un anno e mezzo prima dell’affidamento dell’Asp, chiamata a certificare il fondo rischi dell’Asp, vale a dire la bacinella da utilizzare in caso di contenzioso. Su questi due aspetti già nel 2024 il collegio sindacale dell’Asp rilevò alcune discrepanze, riprese oggi dalla Corte dei conti. Il primo riguarda il ruolo di Proxima Audit, che in quella fase definì il valore del fondo rischi in una forbice tra 17,4 milioni e 33,9 milioni. L’ Asp, poi, decise di attestare il valore al minimo.