Pubblicato il: 01/07/2026 – 12:28

COSENZA «I documenti contabili ufficiali del Consuntivo 2025 dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza (Asp Cosenza) raccontano una storia molto diversa da quella diffusa dalla Regione Calabria. In dodici mesi l’Azienda passa da un bilancio in sostanziale pareggio a una perdita d’esercizio di 84,5 milioni di euro, con la liquidità quasi dimezzata e i debiti verso i fornitori cresciuti di quasi la metà. Sono numeri che, letti nel loro insieme, delineano un peggioramento strutturale e non un incidente contabile isolato: cifre che non possono più essere ignorate». È quanto afferma Carlo Guccione, della Direzione nazionale del Partito Democratico.«Il dato più eloquente – prosegue Guccione – riguarda il risultato d’esercizio. Nel 2024 il bilancio si era chiuso con un avanzo puramente simbolico di 69.155 euro, un quasi pareggio. Nel 2025 lo stesso indicatore precipita a meno 84.478.741 euro: una perdita che, in valore assoluto, non trova precedenti recenti e che segnala il venir meno dell’equilibrio economico dell’ente sanitario provinciale. Parallelamente si assottiglia la cassa. Le disponibilità liquide dell’Azienda scendono da 104,4 a 63,4 milioni di euro, con una contrazione di 41 milioni, pari a circa il 39 per cento in un solo esercizio. Meno liquidità significa minore capacità di onorare le scadenze correnti e una crescente dipendenza dal sistema bancario per tenere in piedi la spesa ordinaria. A crescere, invece, sono i debiti. Quelli verso i fornitori – farmacie, cliniche private accreditate, ditte che erogano beni e servizi essenziali – salgono da 214,6 a 317,5 milioni di euro: oltre 102 milioni in più, quasi il 48 per cento in dodici mesi. È il segnale inequivocabile di un’Azienda che paga con ritardo crescente chi garantisce ogni giorno le prestazioni sul territorio. Ancora più significativo è il ricorso al credito bancario a breve termine. Il debito verso l’Istituto Tesoriere aumenta di 75,3 milioni di euro, più che raddoppiando in un solo anno: l’Azienda attinge in misura sempre maggiore all’anticipazione di cassa per sostenere le spese correnti. Lo confermano i flussi di cassa SIOPE: nel 2025 il 45,3 per cento dei pagamenti effettivamente disposti dall’ASP non proveniva da risorse proprie, ma da anticipazioni bancarie da restituire nel breve periodo. In pratica, quasi un euro su due speso dall’Azienda era denaro preso a prestito – una quota in netta crescita rispetto al 40,4 per cento del 2024. L’intero peggioramento è riassunto da una sola cifra: 602,1 milioni di euro di debiti totali al 31 dicembre 2025, con un incremento di oltre 123 milioni rispetto all’anno precedente».«Ecco i fatti, non le bugie», dichiara Guccione. «La narrazione sulla sanità calabrese del governatore Occhiuto è un imbroglio a danno dei calabresi. I numeri del Consuntivo 2025 dell’ASP di Cosenza parlano da soli: una perdita di 84,5 milioni, la cassa quasi dimezzata, i debiti verso i fornitori in aumento di quasi la metà. Dietro gli annunci trionfalistici c’è un’azienda sanitaria che sopravvive a colpi di anticipazioni bancarie e che paga sempre più in ritardo chi assicura le cure ai cittadini. I calabresi hanno diritto alla verità sui conti della loro sanità e a un servizio che funzioni, non a una propaganda che nasconde i problemi invece di affrontarli».