COSENZA – Il conto in rosso di oltre 84 milioni di euro dell’Asp di Cosenza richiede contromisure tempestive. Lo mette nero su bianco il collegio sindacale che agli inizi di luglio ha analizzato il bilancio consuntivo dell’azienda sanitaria. Non solo, aveva chiesto anche una relazione tecnica «dettagliata» sul perché si è arrivati a questo buco (enorme) «distinguendo tra componenti strutturali e straordinari».

In altre parole, capire per quale motivo si è arrivati al 100% delle perdite in un solo anno di esercizio e quanto hanno influenzato le scelte amministrative degli anni precedenti rispetto alla spesa “straordinaria” dovuta alla gestione del servizio di emergenza-urgenza su delega di Azienda zero. E in ogni caso hanno raccomandato un piano «tempestivo» di contenimento della spesa e di ottimizzazione delle risorse, con specifica indicazione delle azioni correttive che si intendono intraprendere per riportare l’equilibrio economico nel medio periodo».

Un mini piano di rientro che, stando alla relazione al bilancio dell’Asp pubblicata dal Quotidiano agli inizi dell’estate, è già stato approvato. Il problema sostanziale è che il collegio sindacale chiede soprattutto di controllare una spesa che negli ultimi anni ha generato moltissimi problemi, soprattutto in fase di ricognizione del debito. Sono i cosiddetti extra budget, ovvero le cifre prodotte dal privato accreditato oltre la soglia assegnata. Cifre non rimborsabili per la Regione. Ma i problemi sono tanti, dal monitoraggio dei costi, compreso quello paradossale del personale lì dove ce ne vorrebbe quasi il doppio.