Il caro vita, a partire dal prezzo della benzina tornato sopra i 4 dollari al gallone, e la guerra impopolare contro l’Iran, che ha spinto l’amministrazione Usa a cambiare il sistema di conteggio dei morti e dei feriti americani, tra le polemiche di media e legislatori. Un modo per confondere le acque sul reale andamento del conflitto contro Teheran, visto che le vittime tra le file Usa sono fonte di ulteriore malcontento nei confronti dell’amministrazione. Ma soprattutto il tasso di gradimento per il presidente Donald Trump, crollato al 30% e in crisi anche tra i suoi sostenitori e il popolo Maga. Tutti fattori che incrementano la preoccupazione della Casa Bianca per le elezioni di midterm del 3 novembre 2026, dove i sondaggi danno ormai in vantaggio i dem nelle preferenze degli elettori per entrambi i rami del Congresso. Fra tre mesi verrà rinnovata per intero la Camera dei rappresentanti (435 eletti) e un terzo del Senato (33 su 100), mentre molti Stati – tra cui anche il Texas, considerato insolitamente contendibile e non più un bottino certo per il Gop – sceglieranno il loro governatore. Tuttavia, se è probabile la conquista della Camera, l’impresa dei democratici è più difficile al Senato, dovendo strappare almeno 4 seggi e mantenere quelli già controllati.