di
Massimo Gaggi
Il tycoon cerca di vincere «in anticipo». Ha scatenato una guerra per il ridisegno dei distretti: e i democratici partono sfavoriti
Invece della pace e della «nuova età dell’oro» promesse da Donald Trump, gli americani stanno avendo la guerra e, tra dazi ed «effetto Hormuz», un aumento dei prezzi che peggiora il loro tenore di vita. I salari nel frattempo sono in leggera flessione, con l’America rurale, grande serbatoio di voti della destra, alle corde (difficile trovare manodopera per i raccolti con l’Ice in giro), la Cina che compra meno soia e cereali e l’impennata del prezzo di carburanti e fertilizzanti.
Per i repubblicani è allarme rosso: i sondaggi danno la riconquista della Camera da parte dei democratici per quasi certa, mentre alla sinistra potrebbe riuscire anche l’impresa, che sembrava proibitiva, di tornare maggioranza al Senato. Trump verso il disastro elettorale? Non così in fretta: la Casa Bianca sta mettendo in campo varie mosse per tentare di influire sull’esito del voto ridisegnando i collegi elettorali in modo più favorevole alla destra, cambiando le regole per l’ammissione dei cittadini alle urne e studiando anche interventi diretti: mettere agenti dell’Ice intorno ai seggi — cosa che potrebbe indurre chi ha la pelle nera od olivastra a restare a casa per non rischiare di finire in qualche retata — o sequestrare le macchine elettroniche del voto nei collegi dove destra e sinistra sono testa a testa.






