di Pietro Senaldilunedì 27 luglio 20263' di letturaC’è un van che corre a tutta velocità contro la sinistra italiana e ne travolge narrazione e pregiudizi che sarebbe più giusto chiamare per quel che sono: posizioni politiche di comodo sorrette in vita da cecità o cinismo. È lo stesso van guidato da un fanatico islamico che sabato sera si è scagliato contro il gay pride di Berlino uccidendo una persona e ferendone ventinove. È un van carico di imbarazzo, perché processa tutti gli errori, o le furbizie, dell’ideologia su cui pianta le tende il campo largo, testardamente unitario nel non voler ammettere la realtà e pervicacemente in malafede nel voler fare della destra il ricettacolo dei mali che affliggono il mondo.Basta prendere i commenti all’attentato di Ilaria Salis e di Riccardo Magi di + Europa, i due estremi del cartello elettorale anti-Meloni, per averne la prova. Lei: «Il fanatismo religioso e l’estrema destra condividono lo stesso odio e la stessa intolleranza verso la comunità Lgbtq+». Lui: «La violenza verso il mondo Lgbtq+ non ha una sola matrice; può nascere dall’estrema destra come dal fanatismo religioso». Della serie, tira in mezzo la destra anche quando non c’entra nulla e i suoi leader, Giorgia Meloni in testa («L’Italia si oppone a ogni estremismo ed è vicina al popolo tedesco»), intervengono tempestivamente contro il fanatismo e l’odio nei confronti degli omosessuali, mentre quelli di sinistra alla sera del dì di festa ancora non si sono svegliati.Attentato a Berlino, Ilaria Salis denuncia l'"estrema destra": massacrata sui socialIlaria Salis non sbaglia un colpo. L'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra sta vivendo una settimana sui generis...Basta pensare alla gara a puntare il dito più forte e più veloce contro il governo italiano che i vari Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein avrebbero ingaggiato tra loro se alla guida del van assassino, al posto di un giovane islamico tedesco di origine libanese ci fosse stato un elettore di Afd, eterosessuale e bianco. A poco sarebbe servito far notare che il partito tedesco di estrema destra, da qualche tempo prima forza nel Paese, è guidato da una donna dichiaratamente lesbica e sposata con una cingalese. Tutti quelli che ieri se ne sono stati a lungo in silenzio, delegando alle seconde file dichiarazioni routinarie, sarebbero scattati per denunciare che l’Europa è attraversata da un’ondata neofascista, razzista e omofoba.Si preoccupa di far vedere che il re è nudo la Comunità Ebraica italiana, che poco più di un mese fa era stata esclusa dal gay pride di Roma, dove invece sventolavano decontestualizzate bandiere pro-Pal, perché «ha la responsabilità di non aver preso le distanze dal genocidio di Gaza, rendendosi complice di una discriminazione». «Ebrei, cristiani, donne e comunità Lgbtq+ sono spesso i primi bersagli dell’islamismo radicale», ha dichiarato in proposito il presidente della comunità milanese, Walker Meghnaghi. «Chiediamo a Elly Schlein e a tutta la sinistra, che continua a voltarsi e non vedere il pericolo dell’islamismo radicale, come si concili la difesa dei diritti con l’appoggio, anche solo implicito, a ideologie in cui quegli stessi diritti vengono calpestati».Flotilla, Fullone e il post choc sul terrorista di Berlino: "Nulla di islamico, trova la pace"La nuova vergogna della sinistra: dopo il silenzio imbarazzato per l'attentato islamico che è costato la vita...Una domanda destinata a restare senza risposta, perché i leader progressisti sono prigionieri delle ambiguità della narrazione che hanno costruito per attaccare il centrodestra e ogni qualvolta si scontrano con la realtà, la strategia è quella di inabissarsi e attendere che l’imbarazzo passi. «Non importa l’origine o il credo religioso di chi abbia commesso l’attentato, il punto è l’odio»: la dichiarazione di Sinistra Italiana è la cartina di tornasole perfetta dell’approccio che il campo largo ha rispetto alla violenza. Quando l’aggressione arriva da settori che la sinistra sente in qualche modo vicini o funzionali alla sua causa, il male viene spersonalizzato e diventa realtà immanente del mondo; quando è invece qualcuno dell’altra parte a sbagliare, il male ha una faccia, che diventa simbolo di un’intera comunità, la quale stavolta è la sola responsabile di tutte le ingiustizie del mondo.È accaduto ieri con la tentata strage di Berlino, così come il giorno prima con le violenze dei soliti antagonisti rossoverdi in Val di Susa, che hanno ferito duecento agenti senza che un leader della sinistra si sia sforzato di esprimere una condanna dura e inappellabile, neppure dopo l’intervento di condanna del presidente della Repubblica. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, ammonisce la saggezza popolare. Ma il guaio è che tra violenti e sinistri è spesso arduo capire chi ha iniziato a zoppicare per primo. Ci consoliamo con il fatto che almeno riusciamo ancora a distinguerli.
Schlein e sinistra, quando non possono attaccare la destra vanno in tilt | Libero Quotidiano.it
C’è un van che corre a tutta velocità contro la sinistra italiana e ne travolge narrazione e pregiudizi che sarebbe più giusto chiam...












