"Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco". La premier Giorgia Meloni parla a nome di tutta l'Italia, dopo la notte di terrore al Gay Pride di Berlino dove un giovane folle, poi braccato e ucciso - e secondo gli inquirenti legato ad "ambienti islamisti" - è piombato ieri sulla folla uccidendo una donna e ferendo 16 persone.
L'Italia "condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando a ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti", dice Meloni.
A caldo commentano i due vicepremier. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è vicino al collega tedesco Johann Wadephul "per il grave attentato, alle vittime e ai loro familiari". E scrive sui social: "L'Europa unita si schiera contro l'ombra del terrorismo, contro chi attraverso l'odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini".
Matteo Salvini, leader della Lega, affonda: "Il fanatismo islamico è il problema, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose".












