di Fabio Rubinilunedì 27 luglio 20262' di letturaL’attentato al Pride di Berlino, avvenuto nella serata di sabato, ad opera di un 29enne che voleva unirsi all’Isis, l’organizzazione terroristica di matrice islamica, sbarca in Regione Lombardia. E lo fa con un duro attacco alla sinistra per bocca del capogruppo leghista Alessandro Corbetta: «La sinistra lombarda ha perso il senno. Di fronte a un attentato terroristico di matrice islamista e a un attentatore sostenitore dell’Isis, Ilaria Salis e il Partito Democratico milanese riescono nell’impresa di non pronunciare mai la parola “Islam”».Ad indignare Corbetta è il modo in cui la sinistra ha trattato l’episodio: «Il PD della Città metropolitana di Milano pubblica un messaggio di condanna, ma nasconde la natura islamista dell’attacco parlando genericamente di “fondamentalismo”. Salis fa addirittura peggio: parla di “fanatismo religioso” e tira in ballo l’estrema destra, nel tentativo inqualificabile di confondere le responsabilità e trascinare la destra in un attentato jihadista». Prosegue il capogruppo del Carroccio in Lombardia: «Quando la violenza nasce dall’integralismo islamico, iniziano i silenzi, le omissioni e i contorsionismi verbali. È una deriva ideologica vergognosa. Non stupisce, quindi, quanto accaduto pochi giorni fa in Consiglio regionale: AVS ha votato contro i fondi per i cristiani perseguitati dal terrorismo islamico e contro il nostro ordine del giorno a tutela delle donne vittime dell’integralismo islamico, mentre il PD non ha partecipato a entrambe le votazioni».Chiude Corbetta: «Il terrorismo islamista minaccia la sicurezza e la libertà delle donne, degli omosessuali e di tutti gli europei. Chi, per difendere il proprio dogma multiculturalista e immigrazionista, rifiuta di chiamare le cose con il loro nome non difende le minoranze: protegge l’ideologia che le minaccia e diventa complice politico di quanto sta accadendo. Questa è la vera vergogna della sinistra lombarda».