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L'attentato di Berlino contro il Pride da parte di un terrorista legato all'ISIS ci riporta indietro di qualche anno: il terrore nel cuore dell'Europa con la cellula di Molenbeek che colpisce al Bataclan e nei ristoranti limitrofi con fucili e cinture esplosive, oppure il furgone guidato da Anis Amri che nel 2016, sempre a Berlino, si getta nella folla uccidendo 12 persone.

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Il terrorismo ha questo come obiettivo: colpire nel mucchio quando meno te lo aspetti e lasciare il senso di paura in una comunità, impedire che la vita prosegua come prima. Il Pride è un obiettivo degli estremisti religiosi L'attacco al Pride non è casuale: è l'attacco a un momento nel quale la comunità LGBTQI+ rivendica spazi nella società che troppo a lungo glieli ha negati e in alcuni casi continua a farlo. In Germania il matrimonio egualitario è legale dal 2017, in Francia dal 2013, in Spagna dal 2005. In questi Paesi le coppie omosessuali sposate possono adottare figli esattamente come quelle eterosessuali. In Italia invece tutto questo non esiste, se non in una sbiadita forma di unione civile che prova a replicare su alcune cose il matrimonio, ma che di fatto è un'unione di serie B per coppie "non degne". Per un terrorista islamico colpire la comunità LGBTQI+ e il Pride vuol dire simbolicamente colpire tutto l'Occidente e i valori che rappresenta. Non una scelta casuale quindi, così come non è casuale l'ostilità nei confronti di questa comunità nelle altre religioni e ideologie: nel 2015 Yishai Schlissel, un ebreo ultra-ortodosso, ha assaltato il Pride di Gerusalemme con un pugnale uccidendo una ragazza di 16 anni e ferendo 6 persone. Schlissel era già stato condannato a 10 anni di prigione per aver accoltellato 3 persone al Pride del 2005, quando per fortuna non era riuscito a uccidere nessuno. Se andiamo in altri Paesi la situazione non migliora: nel 2015 dei militanti dei movimenti nazionalisti russi e degli estremisti ortodossi hanno assaltato il Pride di Mosca causando diversi feriti. La lista è lunga e potrei continuare, includendo tutte le chiusure che la Chiesa cattolica ha fatto nel corso degli anni alla comunità LGBTQI+. L'estrema destra cavalca l'odio anti-islam Dopo l'attentato di Berlino però c'è stata una levata di scudi preoccupante: chi in questi anni ha fatto da sponda politica della discriminazione e ha portato avanti politiche omotransfobiche, oggi difende il Pride e chiede unità contro il terrorismo islamico. Sono gli stessi che hanno sempre rifiutato il matrimonio tra persone omosessuali; che hanno votato contro la stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare i figli del partner anche se dello stesso sesso; che hanno definito gli omosessuali come persone non normali, come se fossero "altro" rispetto a noi. Sono gli stessi che si sono opposti al DDL Zan nascondendosi dietro lo scrutinio segreto. Per guardare alla Germania, sono quelli che hanno chiesto e ottenuto le dimissioni del capogruppo in Parlamento della CDU per aver avuto un figlio con il suo compagno attraverso una GPA (gestione per altri). La lotta al terrorismo deve essere la priorità, la condanna degli attentati unanime. Basterebbe fermarsi lì, invece dobbiamo leggere Salvini e Vannacci che parlano di remigrazione, Palestina e tanto altro. Come se loro fossero stati sempre con il Pride, come se non fossero alleati di Orbán che in questi anni si è opposto al Pride di Budapest e ha coperto gli assalti dei militanti di estrema destra.