Le immagini dei manifestanti incappucciati, con scudi, caschi e maschere antigas che entrano nel cantiere della Torino-Lione hanno fatto rapidamente il giro d’Italia. Tanto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine.
Dal centrodestra si sprecano le dichiarazioni di condanna per quanto accaduto in valle di Susa, dal vicepremier Matteo Salvini al ministro piemontese Gilberto Pichetto Fratin, passando per Paolo Zangrillo che parla di un «attacco eversivo contro lo Stato». Un copione ampiamente previsto già alla vigilia dell’inizio del festival Alta Felicità, l’evento simbolo del movimento No Tav arrivato quest’anno alla sua decima (e forse ultima) edizione.
A osservare le immagini delle fiamme che si alzano dal cantiere ‘è anche il presidente dell’Osservatorio per la Torino-Lione, Calogero Mauceri, che subito assicura che i lavori andranno avanti: «Violenza e intimidazione non fermeranno il percorso avviato».
Intanto si scatena il coro delle reazioni politiche. Non passa inosservata la nota inviata dal M5s che - dopo aver condannato le violenze - precisa che «chi delinque» presta il fianco a «spostare l’attenzione» dai costi «inutili» dell’opera: «Così si fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla», commenta Chiara Appendino mentre Salvini, cogliendo la palla al balzo dopo il caso Fakir, parla di «frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine».












