Bardati da capo a piedi, vestiti di nero e armati di scudi, caschi e maschere antigas, protagonisti di una guerriglia che vede gli agenti nel mirino e si protrae per ore a colpi di pietre e bottiglie. Scene che arrivano dalla Val di Susa e infiammano la politica italiana, dando alla destra l'assist per uscire dall'angolo e passare al contrattacco dopo giornate che il caso di Bologna, la morte di Fakir, ha reso di tormentata navigazione.
E così il centrodestra chiede a gran voce che la condanna dei no Tav violenti sia "unanime" e accusa aree dell'opposizione di connivenza, di tollerare le frange facinorose di alcuni movimenti. Mentre il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi mette in guardia dai rischi di una pericolosa escalation.
Le immagini che arrivano dai cantieri piemontesi dell'alta velocità restituiscono di fatto il racconto di una vera e propria guerriglia tra i monti. Tanto che a sera il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiama il responsabile del Viminale per trasmettere agli agenti «la sua solidarietà e il ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale» oltre a far pervenire vicinanza a poliziotti e carabinieri feriti. Quando il Capo dello Stato alza la cornetta, se ne contano già una sessantina contusi, numeri che fotografano un Paese drammaticamente diviso.












