Bagarre in Sala Rossa, dove l’ultima seduta pre-vacanze del Consiglio comunale di Torino si è trasformata in un’arena, tra cartelli colorati, urla e cori da stadio. Pomo della discordia: la richiesta di comunicazioni sull’assalto dell’altra notte ai cantieri della Tav, avanzata dalla minoranza ma respinta. Una mossa tutt’altro che casuale: l’obiettivo era stanare Avs, da sempre critica sull’opera, e far emergere le divisioni nella maggioranza. È finita con la seduta sospesa dopo dieci minuti di caos. Centrosinistra diviso «Vergogna, vergogna», urlano dai banchi della minoranza, con i consiglieri in piedi e i cartelli arancioni «Sì Tav, no violenza» alzati sopra gli scranni. Dall’altra parte dell’aula i cartelli sono invece bianchi: «No alla violenza e alle strumentalizzazioni. Solidarietà ai feriti». Non tutti, però, tra i banchi della maggioranza espongono il cartello. Restano fermi i due consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra, Sara Diena ed Emanuele Busconi.

Tav, bagarre in Sala Rossa: cartelli, cori e seduta chiusa in anticipo

«Alleanza Verdi e Sinistra è rimasto l’unico gruppo a non esprimere alcun messaggio di solidarietà o di condanna della violenza – attacca Pierlucio Firrao, di Torino Bellissima –. Di fronte alla violenza contro le forze dell’ordine, il silenzio è una scelta politica». Ribaltano l’accusa Diena e Busconi: «Oggi in conferenza dei capigruppo si era deciso per una dichiarazione unanime della presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, per condannare le violenze a nome di tutta l’aula, cui due consiglieri si sono opposti. Abbiamo sempre condannato le violenze e lo facciamo anche questa volta. Tutto il resto è propaganda e l’ennesima strumentalizzazione della destra». I due consiglieri in questione sono Pino Iannò, di Torino Libero Pensiero, e Silvio Viale, dei Radicali. La bandiera No Tav del M5s Ma i distinguo non mancano neppure tra le opposizioni. I consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Russi e Tea Castiglione si tengono fuori dalla bagarre ed espongono una bandiera «No Tav». Intanto prende posizione anche il capogruppo del Pd Claudio Cerrato, che ribadisce la volontà di affidare a Grippo una dichiarazione condivisa e accusa il centrodestra di aver scelto «di bloccare i lavori del Consiglio comunale invece di consentire un passaggio condiviso e rapido su un tema che avrebbe dovuto unire l’intera Assemblea». «Trasformare una vicenda che richiede compattezza istituzionale nell’ennesimo terreno di scontro politico – aggiunge – è un errore che non rende un buon servizio né alla città né agli stessi operatori delle forze dell’ordine ai quali si dichiara di voler esprimere solidarietà». La mediazione della presidente E infatti, dopo mezz’ora di sospensione, è Grippo a provare a ricomporre lo strappo. Prima ordina la rimozione dei cartelli, poi prende la parola a nome dell’aula: «La Sala Rossa esprime condanna unanime per gli atti violenti in Valsusa e vicinanza agli agenti feriti. La violenza non è democratica». Una condanna che la presidente estende anche a quanto appena accaduto tra gli scranni: «Prendo le distanze anche da quanto visto oggi in quest’aula». Ma non basta a riportare la calma. Alcuni consiglieri recuperano i cartelli e ripartono i cori. E cosi Grippo decide di chiudere in anticipo la seduta.