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Secondo stime rese note dal Sole 24 Ore nei primi sei mesi di quest’anno sono emersi 9,1 miliardi di euro di transazioni commerciali che prima avvenivano in nero, un risultato ragguardevole e ottenuto con una misura molto semplice per contrastare l’evasione fiscale. È l’abbinamento automatico tra registratori di cassa e pos, che di fatto obbliga l’esercente a emettere lo scontrino ogni volta che riceve un pagamento con carta.

Funziona così: tramite uno specifico portale dell’Agenzia delle Entrate viene associata la matricola del registratore telematico ai dati identificativi del pos, con un collegamento “virtuale” e non fisico, quindi senza cavi. È una soluzione immediata e di facile applicazione, senza costi per gli esercenti visto che il registratore telematico e il pos sono già obbligatori.

Dal 2022 c’è infatti l’obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti elettronici, ma di per sé l’obbligo non costringeva a fare lo scontrino: era solo un disincentivo perché i pagamenti elettronici sono di per sé più tracciabili e dunque più difficili da nascondere al fisco in caso di controllo. La nuova misura fa un passaggio ulteriore perché grazie all’abbinamento tra pos e registratore di cassa l’Agenzia può ora confrontare in automatico gli incassi con gli scontrini, e se non quadrano i conti il sistema segnala un’anomalia che può portare a un controllo. Ha dunque reso ancora più rischioso non fare lo scontrino in caso di pagamento con la carta (mentre non risolve niente in caso di pagamento in contanti, che non sono tracciabili).