Roma – Boom di scontrini e l'emersione di oltre 5 miliardi di euro: è l'effetto dell'obbligo per i negozianti di collegare i registratori di cassa con i Pos, entrato a regime da poco più di un mese e in vigore da poco più di 5 mesi. Un risultato rivendicato dal governo e dall'Agenzia delle Entrate, che hanno gestito questa operazione in chiave anti-evasione che ha coinvolto circa 1,6 milioni di registratori telematici collegati a strumenti di pagamento elettronico. L'obbligo di collegamento, introdotto dalla legge di bilancio 2025 per le operazioni effettuate dall’1 gennaio di quest’anno, ha trovato attuazione con un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, che dal 5 marzo ha attivato un apposito servizio online per permettere il collegamento, che avviene senza fili e senza costi per i negozianti. Per completare la registrazione gli esercenti avevano tempo sino al 20 aprile. I primi dati sono parecchio incoraggianti. Con l'entrata a regime dell'obbligo “è aumentato il flusso dei corrispettivi trasmessi al Fisco dalle attività commerciali”, ha spiegato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, fornendo l'ultimo dato disponibile, aggiornato a metà maggio: tra il primo gennaio e il 15 maggio "abbiamo +115 milioni di scontrini con un aumento della base imponibile 5,3 miliardi". Ancora: "È la dimostrazione che quando le novità normative sono gestite con consapevolezza tecnica, apertura al dialogo e know-how tecnologico, i risultati non tardano ad arrivare”, ha sottolineato Carbone durante l'evento alla Camera per i 50 anni di Sogei. “Un risultato che non solo è estremamente positivo, ma che assume particolare rilievo - ha aggiunto - perché contribuisce a rinsaldare il patto sociale, a beneficio dei contribuenti onesti e, indirettamente, dell'intera collettività". "I risultati sin qui sono significativi": l'operazione "sta funzionando", ha rivendicato anche il viceministro Leo, fornendo un dato relativo ai primi 15 giorni di maggio: "Un incremento di 10 milioni di scontrini in più rispetto a maggio 2025”. Il viceministro ha quindi ricordato i progressi sul versante del contrasto all'evasione, grazie anche al ruolo “fondamentale” di Sogei insieme con le agenzie fiscali: i numeri sono “importanti”, cioè “101 miliardi” recuperati dal 2023 a oggi. Le celebrazioni per il mezzo secolo di vita di Sogei, la società di informatica controllata interamente dal ministero dell’Economia, sono state l'occasione per ripercorrere i progressi tecnologici che in questi 50 anni hanno cambiato il volto del Fisco, dalla nascita dell'Anagrafe Tributaria al rilascio dei codici fiscali, dall'introduzione del modello F24 alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, sino alla tessera sanitaria e alla dichiarazione precompilata. E proprio su questo grande progetto si è soffermato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, per sottolineare come la precompilata, nata nel 2015 in modalità sperimentale, sia oggi “un servizio affidabile, apprezzato e conosciuto da tutti gli italiani” e che “attualmente le informazioni trasmesse all'Agenzia sono più di 1 miliardo e 300 milioni” e nel 2025, grazie anche all'introduzione di una versione semplificata, “quasi 6 milioni di contribuenti, operando in completa autonomia sul nostro sito, hanno potuto inviare la loro dichiarazione”. E se il Catasto, che nell'immaginario di tutti era fatto di archivi polverosi, "è diventato un altro avamposto ad alto valore tecnologico" con quasi 80 milioni di immobili censiti, ora, ha spiegato Carbone, si punta a "rafforzare" lo Sportello Digitale con l'introduzione di "sistemi di intelligenza artificiale a supporto dell'assistenza fornita dagli operatori". Proprio sull'IA il direttore delle Entrate è tornato a smentire alcune ricostruzioni su controlli dell'Agenzia attraverso i social: "Qui non esiste il Grande Fratello, qualcuno che ci spia da lontano”, ha sottolineato, assicurando che “non uscirà mai un accertamento elaborato solo da un algoritmo, un funzionario c'è sempre”.