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Dal primo gennaio è in vigore una misura che nella sua semplicità ha già portato risultati significativi per il recupero dell’evasione fiscale. È l’abbinamento automatico tra registratori di cassa e pos, che di fatto obbliga l’esercente a emettere lo scontrino ogni volta che riceve un pagamento con carta. Secondo l’Agenzia delle Entrate, nei primi cinque mesi il meccanismo ha fatto emergere 115 milioni di scontrini in più e una base imponibile aggiuntiva di 5,3 miliardi di euro: sono ricavi che altrimenti non sarebbero stati dichiarati e su cui ora lo Stato potrà incassare le tasse. Sono dati ancora più notevoli se si pensa che la misura è diventata pienamente operativa solo a marzo.
Il Sole 24 Ore stima che, solo di IVA, in questi cinque mesi l’incasso aggiuntivo si potrebbe aggirare intorno a 1 miliardo di euro.
L’abbinamento tra registratori di cassa e pos avviene tramite uno specifico portale dell’Agenzia delle Entrate: è un collegamento “virtuale” e non fisico, quindi senza cavi, e viene fatto associando la matricola del registratore telematico ai dati identificativi del pos. È una soluzione immediata e di facile applicazione, senza costi per gli esercenti visto che il registratore telematico e il pos sono già obbligatori. Grazie a questo accorgimento, l’Agenzia può ora confrontare in automatico gli incassi con gli scontrini, e se non quadrano i conti il sistema segnala un’anomalia che può portare a un controllo.












