Ha sorpreso anche il ministero dell’Economia il risultato ottenuto finora grazie all’obbligo di collegamento tra i registratori di cassa telematici dei negozi e i pos, scattato l’1 gennaio ma effettivamente operativo per tutti dal 20 aprile. Nei primi quattro mesi e mezzo dell’anno, ha annunciato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, si sono registrati 115 milioni di scontrini in più e la base imponibile visibile al fisco è salita di conseguenza di 5,3 miliardi. A spanne, ipotizzando che tutte le operazioni fossero soggette a Iva al 22% e senza contare il recupero di imposte dirette che deriverà dall’aver fatto uscire dal nero quelle transazioni, vuol dire che lo Stato ha incassato circa 1 miliardo in più. Venti volte i 50 milioni di recupero che prudenzialmente il Mef aveva ipotizzato nella relazione tecnica alla legge di Bilancio 2025 che ha introdotto la norma. Potrebbe sorprendere che Giorgia Meloni, sempre lesta a rivendicare presunti record del suo governo nella lotta all’evasione, in questo caso non abbia detto una parola.

Ma la reticenza a toccare l’argomento è facilmente spiegabile se si ricostruisce il track record della premier e del suo partito sul fronte della tracciabilità dei pagamenti e del fisco telematico. Perché il nuovo collegamento tecnico, che rende evidenti eventuali incoerenze tra gli scontrini emessi e gli incassi che risultano dai pagamenti con carta, è solo l’ultimo tassello di una strategia adottata poco più di un decennio fa con l’obiettivo di scalfire la montagna dell’evasione fiscale (ancora superiore ai 100 miliardi annui considerando anche i contributi) partendo da quella dell’Iva, che fino al 2017 valeva oltre 35 miliardi l’anno. Un insieme di misure che comprende la fatturazione elettronica avviata dal governo Renzi e diventata poi obbligatoria per tutti, la digitalizzazione degli scontrini, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi attraverso i registratori di cassa telematici. E, in parallelo, l’incrocio di tutte le banche dati a disposizione del fisco e l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale per individuare i potenziali evasori.