Se i primi dati avevano fatto parlare di un effetto significativo, seppure non rivendicato dal governo, quelli del primo semestre confermano che il collegamento tra Pos e registratori telematici sta cambiando la fotografia degli incassi dichiarati al fisco. Nei primi sei mesi del 2026 sono emersi circa 9,1 miliardi di euro di imponibile in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accompagnati da circa 160 milioni di documenti commerciali aggiuntivi. I numeri, riportati dal Sole 24 Ore, rappresentano il primo bilancio semestrale della misura entrata in vigore quest’anno in base alla legge di Bilancio 2025 che ha introdotto la norma.

Parte della crescita può essere spiegata dall’aumento generale dei prezzi. A maggio l’inflazione era ancora al 3,2% su base annua. Ma, osserva il Sole 24 Ore, l’ipotesi di un vero e proprio “effetto Pos-scontrini” trova riscontro anche nell’andamento dell’Iva sugli scambi interni, cresciuta in modo diffuso e con incrementi particolarmente marcati proprio nei comparti più interessati dalla misura: +6,5% nel commercio e +3,6% nei servizi privati. Gli effetti potrebbero non fermarsi all’Iva, il cui gettito dovrebbe salire di almeno 1,5 miliardi: l’aumento della base imponibile si rifletterà anche sulle imposte sui redditi, dall’Irpef all’Ires. La verifica arriverà però solo con i versamenti relativi ai redditi del 2026, che si vedranno nel 2027.