Christopher Nolan ha trovato un eroe perfetto per affrontare il dilemma che affligge tutti i protagonisti dei suoi film

Christopher Nolan è il re dei blockbuster per un pubblico esigente, l’autore che ha inaugurato l’epoca dei film seri sui supereroi e l’uomo che ha scelto di resistere alle pressioni che spingono l’industria dell’intrattenimento verso lo streaming, il digitale e la perdita del contatto umano. Nolan ha adottato un approccio elaborato e matematico alla narrazione, applicandolo con successo a temi complessi come lo spionaggio aziendale operato nel subconscio delle vittime, l’esplorazione spaziale e la seconda guerra mondiale, oltre ad aver realizzato una biografia del padre della bomba atomica che ha vinto sette Oscar ed è riuscito a incassare quasi un miliardo di dollari. A questo punto della sua carriera, il regista britannico può fare qualsiasi cosa. Nella sua scelta di cimentarsi con un adattamento da 250 milioni di dollari di un poema epico greco c’è tutta la spavalderia di un artista che non ha più mondi da conquistare. Già che c’era, Nolan ha pensato bene di girare l’intero film con cineprese Imax. Se c’è qualcuno in grado di trasformare in un trionfo di pubblico un testo di Omero vecchio di quasi tremila anni, proprio mentre Hollywood si affanna dietro i desideri del pubblico, quello è sicuramente Christopher Nolan. E, del resto, chi potrebbe dirgli di no?