VENEZIA - L'autonomia differenziata finirà ancora una volta sotto la lente della Consulta. L'annuncio è arrivato ieri, nel giorno in cui è iniziata alla Camera la discussione generale sullo schema di pre-intese tra il Governo e il Veneto, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, approvato dal Senato la scorsa settimana. «Faremo sicuramente ricorso alla Corte Costituzionale», ha confermato Antonio Decaro (Partito Democratico), presidente della Puglia.

Le critiche Potrebbe avvenire già oggi il voto di Montecitorio sul testo, depositato durante la seduta dalla relatrice Elisabetta Gardini (Fratelli d'Italia). Pioggia di critiche dall'opposizione. Ha attaccato Toni Ricciardi (Partito Democratico), citando i Livelli essenziali delle prestazioni, che dovrebbero garantire l'uniformità dei servizi: «Sembrate il gioco delle tre carte. Per i Lep, servono 100 miliardi l'anno, di cui l'80% sarebbe destinato a tutte quelle regioni che nemmeno capiscono l'idioma padano. E per questa ragione non lo fate: perché non ci sono le risorse; perché non volete destinare quell'80% esattamente a quei territori». E poi, rivolto al ministro Roberto Calderoli (Lega): «Deve avere l'onestà intellettuale di dire non a noi che la stiamo avversando, ma al suo popolo padano che questa è l'ennesima presa in giro, perché l'autonomia differenziata così non si farà e non si farà mai». Marianna Ricciardi (Movimento 5 Stelle) ha menzionato l'esempio di una protesi al ginocchio: «Se la Regione Veneto otterrà il potere di pagare di più questa prestazione, potrà decidere di pagarla ad esempio 15.000 euro, rispetto ai 12.000 euro che vengono rimborsati nel resto d'Italia. Allora accadrà che, se un paziente va a fare una visita ortopedica, ad esempio, a Napoli, si sentirà dire dal chirurgo ortopedico: "Guardi, lei ha bisogno di un intervento chirurgico di protesi di ginocchio, ma quanto ci rimborsa la Regione Campania non è sufficiente, quindi noi operiamo soltanto a Mestre, in Veneto, perché lì ci rimborsano di più. Quindi lei può scegliere: o viene a operarsi in Veneto, oppure si opera qui, ma paga lei la differenza, sono 3.000 euro"». Ha aggiunto Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi Sinistra): «I presidenti delle 4 Regioni non hanno neanche avuto il buon gusto di chiedere testi specifici, calati nelle loro particolarità territoriali. I testi sottoposti al Parlamento, infatti, sono letteralmente identici tra loro, alla faccia dell'autonomia e della vocazione di ciascun territorio. Oppure dobbiamo pensare e temere che la contiguità territoriale delle 4 Regioni del nord e le intese-fotocopia disegnino quello che i primi leghisti sognavano: la Padania. Le pre-intese sarebbero così il primo passo verso la secessione del Nord, un atto sovversivo messo in piedi con l'asse dei sedicenti patrioti di FdI». Stefani sull'autonomia del Veneto: Non spacchiamo il Paese, facciamo gli interessi della Regione» VIDEOLa replica Il ministro Calderoli ha assicurato che i progetti saranno distinti: «Preannuncio sin d'ora che il Governo intende procedere alla predisposizione di un singolo disegno di legge per ciascuna Regione, corredando quest'ultimo di due distinti allegati contenenti gli schemi di intesa definitiva riferiti, rispettivamente, a la materia "Tutela della salute - Coordinamento della finanza pubblica" e alle materie non Lep». Quanto alle differenze fra i territori, il leghista ha respinto così i timori di "concorrenza sleale" generati dalla riforma: «Sulla sanità di serie A e B, qualcuno cita il Gimbe, ma quello che ha fotografato è lo stato dell'arte di oggi. La situazione delle liste d'attesa e della mobilità sanitaria può essere colpa dell'autonomia differenziata che ancora non c'è? O può essere uno strumento di miglioramento? È la soluzione di tutti i problemi? Non lo so, ma iniziamo a provare». Calderoli ha citato alcuni dati, ad esempio quello per «spese di illuminazione e riscaldamento, che per il Veneto è di 0,6 euro pro capite e in Campania 14,6: magari andando a risparmiare qualcosa si riesce a risparmiare qualcosa da reinvestire nei servizi». L'impugnazione Ad ogni modo sulle pre-intese scatterà l'impugnazione, ha promesso il dem Decaro: «Lo farà la Puglia, ma spero che lo faccia anche la Campania e che lo faranno le altre Regioni del Sud». I giudici costituzionali si erano occupati del tema per la norma veneta di indizione del referendum consultivo, per la legge Calderoli e per la richiesta della sua abrogazione.