Il gup del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, ha condannato otto persone e ne ha assolta una nell’ambito del processo sull'inchiesta denominata 'Indagine San Sabino', che il 31 luglio dello scorso anno ha portato all’arresto, a Canosa di Puglia nel nord Barese, di 11 persone accusate a vario titolo e in concorso, di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi clandestine ed esplosivi, spazio di sostanze stupefacenti. Si tratta di componenti di due gruppi criminali rivali che avrebbero innescato una faida tra loro con l’obiettivo di controllare lo smercio di droga in città. Gli imputati, tra cui c'è una donna, hanno una età compresa tra i 20 e i 50 anni. Le pene maggiori sono state inflitte ad Andrea Sorrenti (12 anni e 6 mesi), Andrea Tarantino (10 anni) e Luca D’Agrezia (8 anni) accusati in concorso di tentato omicidio, ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco. I tre, secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, avrebbero pianificato un omicidio nell’ambito del controllo di una piazza di spaccio di droga a Canosa di Puglia, sventato dall’arrivo dei carabinieri. Altri cinque imputati, Francesco Lorusso, Michael Petroni, Danial Luchkov Slavchev, Donato Petroni, e Angela Murante, stati condannati a pene comprese tra i 15 e i 32 mesi di reclusione per episodi di spaccio, mentre un altro, Michele Lorusso, è stato assolto perché il fatto non sussiste. «Abbiamo sostenuto la difesa del nostro assistito convinti della sua estraneità ai fatti del procedimento», spiegano Saverio Santangelo e Riccardo d’Avanzo, legali difensori di Michele Lorusso e di Francesco Lorusso. Per quest’ultimo «attenderemo le motivazioni - annunciano gli avvocati - e proporremo appello rimettendoci alla corte barese».