Poche, e soprattutto lievi, rideterminazioni delle pene in Corte d’Appello per gli imputati del processo “Tre croci”, l’indagine sul narcotraffico nella Piana di Gioia Tauro con carichi di stupefacenti che sarebbero stati esfiltrati dal porto di Gioia Tauro grazie alla complicità di alcuni portuali infedeli.

I giudici della prima sezione della Corte d’appello di Reggio (presidente Alfredo Sicuro, consiglieri Urania Granata e Francesca Grassani) hanno solo «parzialmente» riformato la sentenza del Gup reggino del 3 dicembre 2024. Pene anche pesanti tenuto conto della riduzione del rito abbreviato, e solo per alcune posizioni dell'esclusione delle aggravanti e dell'applicazione della continuazione con precedenti condanne.

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