La Cassazione ha reso definitive le condanne dei giudici di secondo grado nei confronti di alcuni componenti un gruppo ritenuto responsabile di un’attività di traffico di stupefacenti fra Livorno e l’Elba e con riferimenti logistici anche a Empoli. La Corte d’appello lo scorso anno aveva confermato il verdetto emesso nel 2024 dal Gup al termine del rito abbreviato per tre posizioni. In via definitiva, Valentino Gjinaj è stato condannato a 9 anni di reclusione. Adriano Bakaj dovrà scontare 7 anni e 10 mesi di carcere. Per Defrim Dervishi è stata confermata la pena di un anno e otto mesi di reclusione, oltre a 4 mila euro di multa. Fu un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Firenze a far emergere la macchina di detenzione e le successive cessioni e rivendite di droga a una fitta rete di clientela. Fra i reati contestati a vario titolo anche l’ associazione finalizzata al traffico di droga (contestata solo ad alcune posizioni) e spaccio di sostanze stupefacenti. Nei ricorsi, fra vari aspetti, la difesa aveva sostenuto che mancassero gli elementi per configurare un’associazione stabile. La disponibilità di alcuni immobili utilizzati come depositi, per la difesa non sarebbe stata sufficiente a dimostrare un’organizzazione strutturata. Tra gli elementi valorizzati dai giudici il sequestro del 4 luglio 2020. In quell’occasione Gjinaj - si legge – fu trovato in possesso di 23,258 chilogrammi di marijuana. La droga era stata appena prelevata da un casolare in Empoli. Durante le indagini fu sequestrato materiale per il confezionamento della droga.