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Quattro condanne diventano definitive. Altre quattro solo parzialmente, perché c’è qualche aspetto da rivedere. Ecco la decisione dei giudici della quarta sezione penale della Cassazione sulla tranche più importante dell’operazione antidroga denominata “Principale”, che fu il risultato di un’indagine condotta dai militari della Compagnia di Milazzo da cui emerse l’operatività di un sodalizio, dedito allo smercio, a Torregrotta, di cocaina, crack, hashish e marijuana. I carabinieri scoprirono che la droga era venduta ad acquirenti della zona o provenienti da Milazzo e altri comuni del mamertino, da Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Già in appello era caduto il reato associativo dopo le undici pesanti condanne del primo grado, che erano state quindi ridimensionate.
La decisione dei giudici romani. Per Giuseppe Di Blasi annullamento e nuovo processo solo per la qualificazione giuridica del fatto; per Filippo Iannelli annullamento e nuovo processo solo per trattamento sanzionatorio ed eventuale concessione delle attenuanti generiche; per Concetta Maestrale e Antonino Papale annullamento e nuovo processo solo il trattamento sanzionatorio e la decisione sulla questione della recidiva. Per tutti gli altri aspetti i giudici hanno dichiarato inammissibili i loro ricorsi. Quattro condanne diventano invece definitive sotto un duplice profilo. I giudici romani hanno infatti rigettato i ricorsi presentati dai legali di Roberto Papale e Damiano Rizzo, mentre hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali di Salvatore Minutoli e Francesco Spadaro.








